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Come studiare in quarantena (e non)

Eeeeeeee siamo ancora in quarantenaaaaa

Siamo tutti d’accordo che a fine covid si organizza un festival stile Tomorrowland dove in un mese recuperiamo tutte le feste perse finora?

Sì? Ok, con questa premessa, possiamo continuare con l’articolo.

 

É stato un anno difficile e… che ci piaccia o no, ragazzi, noi dobbiamo comunque studiare. L’università va avanti, le lezioni vengono caricate, e i CFU non si acquisiscono da soli. Ma c’è sicuramente una cosa da dire: la nostra sanità mentale sta andando lentamente verso il baratro.

Che voi abbiate cominciato a colorare mandala (ne so qualcosa), a fare sport, o a meditare, comunque sono certa (purtroppo) ti sarai interfacciato con quella pesante sensazione: ci sentiamo bloccati, abbiamo 20 anni, abbiamo energia da vendere e bisogno di stimoli, di vederci, divertirci, creare ricordi e fare esperienze. 

Tutte cose che non stiamo facendo.

E allora, dato che già studiare – per quanto si possa amare ciò che si studia – è faticoso, cerchiamo di rendere questa cosa più semplice, con qualche spunto volante.

1. Fare ordine

Lo so, sembra banale. E poi, in fondo, chi la deve vedere camera tua? Non ci sono amici da invitare, né festini da organizzare. Eppure, l’ambiente che ci circonda ha un impatto su di noi a 360 gradi. Influenza il nostro umore, modella le nostre emozioni, orienta i nostri comportamenti, condiziona le nostre performance sul piano cognitivo, agevolando o ostacolando la nostra concentrazione, la nostra produttività e le nostre energie mentali.   

Perché è importante mettere in ordine? Perché facilita il nostro autocontrollo, la nostra forza di volontà, la nostra concentrazione. Una postazione disordinata diminuisce la nostra forza di volontà e concentrazione perché le nostre energie mentali vengono assorbite in parte dalla curiosità nei confronti degli elementi presenti nello spazio. 

Cerchiamo quindi di avere una scrivania in ordine, con poche distrazioni, che abbia in mostra solo ciò che serve per quel compito specifico. Lo stesso vale per lo schermo del pc, che molti di noi tengono pieno di cose che non ci servono. Se proprio vogliamo decorare la nostra stanza, aggiungiamo piante ed elementi naturali, che ci aiutano a rigenerarci e ci donano nuove energie mentali. 

 

2. La tecnica del pomodoro

Semplice. Efficace. Veloce. Cosa vogliamo di più da una tecnica di gestione del tempo? 

La suprema tecnica del pomodoro è una delle cose più efficaci al mondo, e mi ha salvato nell’ultima sessione d’esami. Come funziona? Preparati.

Prendi carta e penna, e disegna 4 pallini vuoti. Metti un timer di 25 minuti e inizia a studiare, insomma, veloce! Hai solo 25 minuti per dare il meglio di te! Appena il timer suona, colora uno dei pallini, fai una pausa di 5 minuti (cronometra anche quelli, fidati, altrimenti la distrazione è dietro l’angolo), e poi via! Altri 25 minuti!

Alla fine dei 4 pallini, la pausa dovrà durare molto di più, ad esempio mezz’ora. 

Non riesci a mantenere l’attenzione alta per 25 minuti? Allora fai 4×10. 25 minuti sono troppo pochi? Allora prova con 52 minuti di studio e 17 di pausa (giuro, deriva da uno studio scientifico). Sei ancora più potente? Allora vai di 1,5h e mezz’ora di pausa.

Insomma, ce n’è per tutti. E non dimenticatevi di mandarmi i “pallini” se la userete! Motiviamoci a vicenda 😀 

3. Studiare in gruppo

Lo so, lo so. Vorreste vedervi tutti i giorni in università, ridere, scherzare, fare conoscenza in biblioteca e ridere insieme dei vostri prof o degli autori che studiate. Non demordiamo: possiamo farlo benissimo in videochiamata.

So che non è lo stesso, ma è meglio di niente.

Studiare in gruppo può darci diversi benefici: spesso i nostri compagni di corso possono aver recepito un’informazione che a noi proprio non era nemmeno arrivata (e magari salvarci l’esame). Inoltre, sentire l’argomento spiegato da un’altra persona può aiutarci a comprenderlo e memorizzarlo di più, soprattutto se nel parlarne si fanno battute, giochi di parole e meme a riguardo (sì, aiutano a memorizzare meglio, provare per credere). 

Insomma, che voi usiate Zoom, Meet o Skype, sentire qualcuno studiare può aiutarci a motivarci, a farci forza a vicenda, e soprattutto a non sentirci i soli nel preparare quel esame.

Ad esempio, io e i miei amici abbiamo creato una sorta di aula studio online, creando un canale Discord ad hoc (tra gli altri dedicati ai videogiochi). Oppure, mi sono organizzata con le mie amiche dell’università e ogni giorno ci troviamo 2 ore a studiare: utilissimo e super motivante! 

Infatti, sfruttiamo l’influenza del gruppo a nostro vantaggio: se tutti studiano, ti senti in colpa a non studiare. Per questo è meglio non distrarsi, perché l’effetto del gruppo poi ci rema contro e inizieremo a cazzeggiare.

 

4. Creare il proprio silenzio

C’è poco da fare: per studiare abbiamo bisogno di un ambiente il più possibile silenzioso

Ci sono persone che ben tollerano i rumori esterni, e altre che, invece, non li sopportano. Date le numerose videochiamate, conferenze, o lezioni scolastiche, è impossibile non disturbarsi in casa e questo rischia di creare problemi alla nostra concentrazione.

Per ovviare a questo problema si possono utilizzare dei tappi per le orecchie o delle cuffie anti suono che permettono di attutire i suoni dell’ambiente e, così facendo, di creare un nostro silenzio, all’interno del quale lavorare in pace.

È importante farlo per evitare di litigare e danneggiare non solo il nostro rendimento scolastico e lavorativo, ma anche le relazioni con i nostri familiari e conviventi (che, fidatevi, hanno un GIGANTESCO impatto sul nostro benessere psico-fisico).

Personalmente le cuffie anti suono sono una bomba! I vicini disturbano? Cuffie. Mamma è al telefono e alza troppo la voce? Cuffie. Ci sono i bambini che urlano nel cortile? Cuffie. E, perché no, per motivarsi, cuffie a massimo volume e canzoni a tutto spiano 😀

 

5. Prendersi delle pause

In momenti di particolare stress, quando magari siamo stanchi morti, la testa scoppia, e soprattutto continuiamo a leggere le stesse 3 righe di libro senza capirle in un loop che non ci permette di andare avanti (letale durante lo studio), facciamo una pausa.

Fermiamoci. Stop. Respiriamo. E no! Niente cellulare: sapevi che, oltre a stancarti ulteriormente gli occhi, scrollare i social mantiene attiva la tua corteccia prefrontale che, poverina, avrebbe davvero bisogno di riposarsi? Per poi tornare allo studio più stanco di prima. Insomma, non ti conviene proprio: i meme possono aspettare. (sigh)

Cosa fare nella pausa? Beh, si chiama pausa, per cui l’ideale sarebbe non fare nulla per 5-10 minuti. Lascia ossigenare il cervello, respira, se proprio vai a camminare, a correre, o vai alla finestra o sul balcone a prendere un po’ di sole. Ascoltiamo il nostro respiro, prendiamoci un momento per sentire che cosa ci frulla nella testa, e magari per scriverlo.

Nel libro “Il dono del silenzio”, infatti, Thich Nath Hanh ci parla di quanto spesso riempiamo gli spazi vuoti, così come il tempo, quando invece non c’è nulla di più rigenerante per la nostra mente di un po’ di sano silenzio.

Inoltre, può essere utile guardare lontano per 5 minuti, per riposare gli occhi affaticati dal pc (consiglio amorevolmente rubato dal mio oculista).

 

6. To-do List e obiettivi giornalieri

“Faccio una to do List e alla fine metto qualcosa che mi piace (tipo finire una serie tv)” andrea.milzani

“Mi do degli obiettivi giornalieri e cerco di rispettarli” camilla_pesaresi_psicologia

“Elenca le cose propedeutiche da fare per andare avanti nello studio” jean.vella

“Pianifico nel dettaglio le pagine da studiare!” psicologianelcassetto

“Io mi programmo la giornata il giorno prima, mettendo anche delle sveglie, delle pause, ecc.” spoti.simona

“Per allenarmi/studiare mi impongo obiettivi ogni giorno, esempio “entro le 22 devo aver fatto questo, scrivendo su una agenda. Così all’orario stabilito posso dedicarmi a serie tv, giocare,ecc. Se posso dare un consiglio (ho fatto molta fatica nel 2020 ma ora nel 2021 ho trovato un equilibrio, mi davo prima obiettivi troppo grossi che ovviamente non riuscivo mai a concludere. Datevi invece cose da fare raggiungibili in vista dello scopo finale, come la cima di una scala” cannellacadente

Molti di voi hanno introdotto l’argomento “to-do-list”, siete fortissimi! Alcuni la fanno il giorno prima, organizzando anche nel dettaglio le varie attività e l’orario in cui svolgerle. Altri si impostano un limite di tempo entro il quale raggiungere un determinato obiettivo.

Qualcuno ci tiene a sottolineare che questi obiettivi devono essere raggiungibili e richiama un po’ il tema degli obiettivi SMART.

Cosa vuol dire SMART? Dall’Accademia Italiana di Psicologia NeuroLinguistica, si evince che S.M.A.R.T. è un acronimo in cui ogni lettera definisce una delle caratteristiche che l’obiettivo deve avere per poter essere facilmente trasformato nel risultato desiderato. Secondo questo modello, per assicurarti che i tuoi obiettivi siano chiari e raggiungibili, essi dovrebbero essere:

  • Specifici (Specific)
  • Misurabili (Measurable)
  • Realizzabili (Achievable)
  • Rilevanti (Relevant)
  • Scadenzati (Time Bound)

Vi lascio in descrizione il link per approfondire l’argomento. https://www.accademiapnl.com/programmazione-neuro-linguistica/obiettivo-s-m-a-r-t/

Inoltre, avere una to-do-list ci può servire per avere una linea guida, soprattutto quando ci siamo distratti: abbiamo usato il telefono per un’ora e non ci ricordiamo che cosa stavamo facendo, a momenti nemmeno come ci chiamiamo e cosa abbiamo mangiato per pranzo. Nessun problema! Verba volant, scripta manent: la nostra to-do-list sarà lì pronta ad aspettarci, con tutto ciò che il nostro “sé del passato” avrebbe voluto facessimo durante la giornata.

7. Il potere della musica

Sapevi che ascoltare della musica in sottofondo, in realtà, non aiuta a lavorare al meglio, a meno che non si tratti di compiti molto creativi? Quando siamo distratti, ad esempio al bar, processiamo le informazioni in modo più astratto, cosa che genera creatività. 

Ovviamente, però, dipende dal tipo di musica che ascoltiamo. Ad esempio, io per concentrarmi a volte cerco le musiche binaurali, che stimolano particolarmente il cervello alla concentrazione. Può anche essere utile la musica “lo-fi” come ci suggerisce _elsbn: “Io mentre studio ascolto le canzoni lo-fi, mi fanno concentrare molto!”

Inoltre, ascoltare la musica può essere anche un buon carburante per motivarci prima di studiare. Nei giorni down, per caricarmi ascolto spesso un po’ di musica dalla mia sacra playlist “Presabbene”, che ha il potere di farmi tornare (quasi) sempre il buon umore. Salto e ballo un po’ per la stanza, e poi inizio a studiare, carichissima.

 

8. Ciao ciao telefono

“Per me sveglia presto e non mi stancherò mai di dirlo: telefono spento!!!!!” psicologa_in_erba

Inutile dirlo: la tecnica finale del time management e per lo studio efficace è bandire il cellulare dal nostro spazio vitale. Io, ad esempio, quando mi rendo conto di essermi distratta (e succede spesso), lo spengo e lo lancio di cattiveria sul letto. Addio!

La trovo una cosa fondamentale: i social sono costruiti per tenerci attaccati, assorbirci, addirittura si dice che ci facciano entrare un uno stato quasi ipnotico. 

So benissimo quanto sia difficile staccarsi, soprattutto in un periodo in cui è difficile vedere i propri amici: quella chat o quel gruppo rappresentano l’unico possibile appiglio ad una relazione sociale, alle persona a cui vogliamo bene, all’amica o amico che vedremmo tutti i giorni. É vero. Però, è anche vero che possiamo sentire quegli amici con una telefonata, e sicuramente – se ci vogliono bene davvero – apprezzeranno senza remore che dedichiamo il tempo a noi stessi e al nostro futuro, studiando e lavorando sodo.

Inoltre, quanto è più bello e quanto ci godiamo di più il relax, quando sappiamo di aver studiato un sacco? Tantissimo. La sera, infatti, ci si può trovare tutti su skribble e ridere dei disegni stupidi dei nostri amici, senza pensieri e sapendo di aver dato il massimo anche oggi.

Altre tecniche per motivarsi suggerite da voi, come ad esempio pensare al motivo per cui state studiando:

“Il motivo per cui ho deciso di farlo. Pensare a questo mi dà la forza di continuare.” – Riccardo Fornari (forni.___)

Oppure, sfruttare il potere della visualizzazione, come ci suggerisce Ilaria:

“Mi motiva visualizzare sia il processo che il risultato e concentrarmi sulle sensazioni” ilaria.bertolasi

 

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